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Il sottoportico dei Lattonai conduce in piazza delle Erbe, così chiamata perchè tradizionale sede del mercato della frutta e della
verdura. Adorna di portici su tre lati, ospita monumenti di epoche diverse tra cui il più importante è il
palazzo della Ragione (1250). Si tratta di un grande edificio merlato a due piani, con una scala esterna, Il piano terreno, porticato, ospita le botteghe di un tempo, eleganti negozi, mentre il piano superiora è
occupato da un'unica, grandissima sala.
A fianco è la torre dell'Orologio, opera del Fancelli (1473). Il nome è dovuto appunto all'orologio progettato nel 1493 da
Bartolomeo Manfredi, meccanico, matematico o astrologo, che serviva non solo per misurare il tempo, ma anche per sapere se gli influssi in un certo momento della giornata erano
favorevoli.
Sempre in piazza delle Erbe sì trova la Rotonda di San Lorenzo, edificata nel 1082 (è la più antica chiesa di Mantova), a circa un metro e mezzo sotto il livello della piazza. E una chiesa romanica a pianta circolare che presenta, all'interno, una navata a due
piani di cui il superiore ere il matroneo. Le scalette per accedervi sono
ricavate nell'imponente muro perimetrale.
Nella piazza merita una segnalazione l'elegante casa del Mercante e la
torre del Salaro (XIV secolo), antico magazzino, appunto, del
sale.
Contigua a piazza delle Erba è la piccola piazza Mantegna, dominata dalla
basilica di Sant'Andrea. È questa la più importante chiesa dì Mantova, per mole e rilevanza
artistica. Basilica
di S. Andrea
La costruzione dell'edificio iniziò nel 1472, dopo la demolizione (con il permesso dì papa
Sisto V) di una chiesa preesistente e la soppressione del monastero attiguo.
Il progetto fu affidato da Ludovico II Gonzaga a Leon
Battista Alberti. Purtroppo, prima dell'inizio dei lavori l'architetto morì e l'opera fu affidata a
Luca Fancelli. I lavori si protrassero, con molte interruzioni, nei secoli successivi, La facciata trae ispirazione dall'architettura classica,
come dimostrano il timpano triangolare, l'arco trionfale, le lesene e l'architrave. Il campanile a un cotto, a pianta quadrangolare,
sormontato da un prisma con guglia conica, L'interno è a una sola navata, a croce latina, con una volta a
botte e cappelle ai lati, alcune a pianta quadrata, altre, più piccole, con copertura a cupola. Sul transetto, ricco dì monumenti
funerari, sì innalza la cupola settecentesca opera dì Filippo Juvara, sul cui alto tamburo si aprono dodici
finestroni. Notevole la
cripta, una vera chiesa sotterranea a croce greca, progettata da Antonio Maria Viani negli ultimi anni
del cinquecento. Dal transetto di sinistra si può uscire in piazza Leon Battista Alberti e ammirare i resti del monastero un tempo annesso alla basilica.
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