Home Page > Province > Mantova > La città di Mantova > Una visita alla città Mercoledi, 10 Marzo 2010 
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Una visita alla città di Mantova (Palazzo Te)

Dalla basilica di Sant'Andrea si giunge in piazza Marconi, piazza dalla forma triangolare, cinta su due lati da portici rinascimentali.
Si percorrono i portici, interessanti pori bei capitelli, lungo il corso Umberto I e si sbocca in piazza Cavallotti, devo sorge il neoclassico teatro Sociale, oggi adibito anche a sala cinematografica.
Il percorso per raggiungere le successive zone della città di interesse culturale passa per piazza Martiri, via Chiassi e via Poma. Lungo questo itinerario si incontrano atfascinanti palazzi antichi e case storiche, oltre alla chiesa seicentesca di San Maurizio e a quella di San Barnaba, notevole per la tacciata realizzata da Antonio Bibiena. Poco oltre è la casa di Giulio Romano e, più avanti, il palazzo di Giustizia.
Svoltando in via Acerbi e percorrendola fino in tondo si trova la casa del Mantegna, gravemente manomessa e oggi restaurata, che presenta un originale struttura a forma di cubo, in cui è inserito un cortile cilindrico.
Giunti in largo XXIV Maggio si può ammirare le chiesa di San Sebastiano, progettata da Leon Battista Alberli ed eseguita inizialmente dal Fancelli.
La chiesa ha una pianta a croce greca e si alza su una cripta di area uguale, nella quale, in origine, si entrava dalla facciata attraverso cinque porte ad arco sormontate da altrettanti finestroni. L'interno restituisco noi complesso un'impressione di grandezza, pur essendo in effetti di dimensioni contenute.
Attraversato il largo XXIV Maggio ci si dirige verso piazzale Te, sull'antica isola del Tejeto ("luogo delle casupole" oppure "luogo dei tigli"), un tempo circondata dal lago del Paiolo, prosciugato alla fino del Settecento. Qui i Gonzaga avevano allevamenti di cavalli o scuderie.
La splendida villa Te, una delle più prestigiose del Cinquecento, è una creazione di Giulio Romano. Costruita tra il 1525 e il 1526, ma le decorazioni richiesero ancora un decennio circa di lavoro, fu voluta da Federico Il, figlio di Isabella d'Este, quale luogo raffinato e fastoso per i propri piaceri: Giulio Romano ne fu quindi l'interprete ideale e potè, proprio qui, realizzare le sue idee più geniali.

continua ...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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